Devoto Design: Un’opera così bella da diventare magia che nutre

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Un’opera così bella da diventare magia che nutre

L’azienda italiana Devoto Design ha realizzato i paesaggi desertici del Museo Nazionale del Qatar

 

Che Claudio Devoto fosse un “falegname” molto speciale lo si sapeva da tempo. Ma, nell’anno in cui festeggia i 40 anni di carriera, non avremmo mai potuto immaginare potesse realizzare un’opera così bella da diventare magia che nutre.

L’onore di averlo accanto, personalmente e professionalmente, da tanti anni si è concretizzato nel prezioso e insostituibile supporto che Devoto Design ci ha dato nella realizzazione della nostra Agribottega Biodinamica.

Un supporto che ha superato e tuttora supera abbondantemente il lavoro di arredamento degli spazi.

Ma oggi, con l’ingegnerizzazione e la realizzazione dei sensazionali paesaggi desertici per il Museo Nazionale del Qatar, ci sentiamo felici ed eccitati come dei bambini di fronte alle fiabe e orgogliosi di vedere un amico salire così in alto da toccare le nuvole del deserto.

 

“Una sfida vicina all’assurdo, all’impossibile. Abbiamo unito tre pazzie! La pazzia di un architetto pazzo, che ha fatto un progetto pazzo e ha trovato un falegname pazzo”.

 

Devoto Design ha ingegnerizzato e prodotto 86 item tra cui i due grandi info desk dall’aspetto scultoreo, le kitchenette e i laboratori, composti da workstation e armadiature. L’azienda di Cisterna di Latina si è occupata anche dell’allestimento dell’area food and leisure, inclusi i due negozi del museo e il Café 875, il cui progetto è stato affidato allo studio giappo-australiano Koichi Takada Architects.

 

“L’architetto giapponese ci ha dato una superficie curva da rivestire, con l’obiettivo di riproporre un canyon nel deserto, lo stesso che percorreva Indiana Jones a cavallo fino ad arrivare a Petra.

Un canyon all’interno di una rosa del deserto, la forma che Jean Nouvel ha pensato per l’edificio del Museo, con lame che sembrano di sabbia.

Koichi Takada sostanzialmente ci ha dato un mantello curvo, stretto in alcuni punti e aperto in altri, come superficie complessa su cui lavorare. L’abbiamo sezionata e creato tutti i listelli che avrebbero composto la parete”.

 

Il Bookshop e il Gift Shop sono spazi con proporzioni verticalizzate: alte pareti sinuose e passaggi stretti completamente rivestiti da fasce curve in rovere massiccio tessute orizzontalmente. Devoto Design ha ingegnerizzato i 40.000 listelli di legno massello che compongono un puzzle tridimensionale, una pelle che, generando uno spazio fluido e sinuoso, crea un canyon ligneo di ordine gigante che, oltre a essere involucro dello spazio, è anche una installazione libera.

 

“Il canyon grande è composto da più di 27.000 pezzi, il piccolo da 14.000 e poi c’è anche quello del Cafè 875, morbide sedute circolari freestanding avvolte da lame di rovere massello a generare la configurazione delle rocce presenti nel deserto.

Ogni pezzo che abbiamo utilizzato ha un suo nome e cognome e una posizione perché è così esattamente per andare in quell’unico punto lì dei 1.721 ml di rivestimento.

In più per fare in modo che le pareti si sostenessero, abbiamo ingegnerizzato e realizzato una sotto-struttura in metallo fatta a ponte che fungesse da sostegno, trattenendo tutti i pezzi di legno da dietro.

Ovviamente il tutto rispetta ogni norma di sicurezza ed è antisismico.

Abbiamo così reso possibile che questa follia diventasse realtà”.

 

Ogni item è stato monitorato costantemente durante il processo produttivo, a partire dalle procedure FSC per l’acquisto delle materie prime, fino ad arrivare all’installazione nella location.

 

“Sostanzialmente abbiamo concluso il lavoro di progettazione con l’ingegnerizzazione dell’opera, la struttura in metallo, la realizzazione con le macchine a controllo numerico dei pezzi di legno tutti curvi e la messa in opera finale.

Poi i cassetti, le mensole, le illuminazioni tutti con frontali curvi dei vari ambienti sono stati la ciliegine sulla torta.

Quando abbiamo terminato il lavoro del piccolo canyon eravamo davvero soddisfatti, ma quando abbiamo visto finito quello grande siamo rimasti anche noi basiti”.

 

Quanta soddisfazione c’è in un lavoro così?

“Ovviamente abbiamo sbagliato previsioni in fase di preventivo. Avevamo previsto cinque mesi di montaggio, alla fine sono stati nove. Ma la soddisfazione e le gratificazioni che ci sono arrivate a lavoro concluso da parte del team e del Ministro della cultura del Qatar sono state enormi”.

 

Oltre alla follia di averci aiutato nella realizzazione dell’Agribottega Biodinamica, sono tantissime le tracce memorabili che Devoto Design ha lasciato anche a Roma in questi anni: Palazzo Rhinoceros della Fondazione Alda Fendi progettato da Jean Nouvel, l’auditorium della Nuvola di Fuksas, gli arredi del Museo MAXXI progettati da Zaha Hadid, il Globe Theatre di Villa Borghese.

E ora, con il Museo Nazionale del Qatar, Claudio dice di voler chiudere I 40 anni di carriera in prima linea…ma noi siamo certi che lui sarà sempre, come sempre, avanguardia!

 

Roberta Busatto

 

 

“Siamo davvero fieri del risultato ottenuto. Nonostante conosciamo ogni più piccolo dettaglio di quest’opera, osservandola completa, ne subiamo ancora il fascino”

Claudio Devoto

 

“Senza l’artigianalità e la profonda conoscenza di falegnameria dimostrata da Claudio Devoto, tutto ciò non sarebbe stato possibile”

Koichi Takada

 

Museo Nazionale del Qatar

PROJECT TEAM:
Claudio Devoto, Marina Manfrin, Valentina Vita, Federica Zizzari, Fabrizio Argenti, Fabio Valenza, Marco Olivieri, Francesco Iannella, Anna Ortelli, Daniela Piussi

BUSINESS DEVELOPMENT CONSULTANT:
Laura Bertuccioli (Obiettivo Qatar)

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